Scrivere un progetto editoriale

Per qualche strano motivo la maggior parte delle persone è convinta che la parte più facile del pubblicare un libro sia scriverlo.

Per questo tutti si preoccupano di come pubblicare, ma quasi nessuno di quanto sia  complicato portare a termine quello che viene prima. A cominciare dal progetto.

Questo non vuol dire che scrivere non sia esaltante, e anche divertente. Al contrario. Ma è un lavoro e come tale è pieno di momenti in ci si vorrebbe mollare tutto e andarsi a fare una passeggiata all’aria aperta.

Sulla passeggiata sono d’accordo (purché sia breve) ma sul mollare molto meno.

Da parte mia non ho ricette magiche, ma certo posso dare qualche consiglio di buon senso su come buttare giù le idee e decidere come impostare il lavoro.

Intanto la prima cosa da fare è decidere l’argomento.

Sembra banale ma non lo è così tanto. Facciamo un esempio.

Mettiamo che siate un appassionato di pinguini e vogliate scrivere un libro sui vostri animali preferiti. Bene, perché no? Ma da che punto di vista? Cos’è che volete mettere in evidenza dei pinguini? Cosa della loro fisiologia, delle loro abitudini, della loro struttura sociale o capacità di sopravvivenza vi ha colpito al punto da volerne scrivere?

In pratica, cercate di capire qual è davvero la cosa che volete raccontare, il succo del messaggio. A volte è una frase o addirittura una parola. Se ne usate troppe siete ancora lontani dal vostro argomento.

E come volete farlo? Siete un biologo? Un etologo? Avete vissuto 5 anni in Patagonia e avete imparato molto da loro frequentandoli ogni giorno? O ancora avete iniziato un allevamento in Australia e volete raccontare la vostra esperienza perché sia di esempio per gli altri?

Mettetevi allo specchio e fate i conti con quello che davvero sapete sull’argomento, provando a scrivere due righe di biografia da dove emerge chiaramente perché siete proprio voi che dovete scrivere quel libro, e non un altro.

E per chi volete scrivere? I saggi scientifici hanno dei loro criteri, ma tra il superspecializzato e la raccolta di aneddoti divertenti c’è una vasta gamma di divulgativo serio e corazzato. Immaginate il vostro pubblico:  scienziati non del vostro settore, o grande pubblico, magari anche giovane?

Immaginare il proprio pubblico vuol dire immaginarsi come lettore e chiedersi: cosa mi piacerebbe trovare in libreria su questo argomento? Pensate ai lettori come a qualcuno a cui volete bene.

Ma sull’argomento quanto esiste già? Non per fare la guastafeste, ma se sulla vita amorosa dei pinguini esistono già decine di pubblicazioni uscite da poco fatevi una domanda: cosa aggiungerebbe di più il vostro libro? Se trovate una risposta convincente andate avanti, oppure andate avanti fino a quando non riuscite a trovare una risposta convincente.

Nel commercio si parla di confronto con i competitors, e un libro si vende. Ma anche se non lo vendete chi ha voglia di fare la fotocopia di ciò che esiste già? Davvero non vi attira l’idea di essere unici e speciali?

Forse la risposta è nel modo in cui volete raccontare. Avete raccolto tante e tali storie divertenti a contatto con loro che pensate divertiranno anche gli altri, siete l’unico ad aver ospitato una coppia di  pinguini in casa (e qui di nuovo siamo nell’ambito dell’autobiografico, un approccio interessante), avete delle foto meravigliose o sapete disegnare così bene (o conoscete un bravo illustratore) che volete realizzare un manuale divulgativo illustrato (sarebbe un’idea splendida tra l’altro).

Anche se stiamo parlando di non-fiction, c’è un modo narrativo e appassionante di raccontare qualunque cosa.

E adesso, deciso più o meno cosa volete scrivere, cominciate a farlo. Ok, avere raccolto storie divertenti, ma siete sicuri di essere in grado di saperle rendere divertenti anche per gli altri? Prima di procedere fate delle prove.

A volte, solo nel momento in cui si comincia a scrivere, si capisce cosa veramente si vuole scrivere, perché si fanno i conti con la voce interiore, quella che al dunque butta giù le parole a modo suo, e grazie mille per le buone idee di prima.

Buttare giù appunti, bozze, pensieri, vi aiuterà a fare chiarezza, a rendere tutto più reale. E a scrivere un indice delle cose di cui volete parlare.

Più avrete sofferto, sbuffato e imprecato nella prima parte, più l’indice vi verrà facile. Cominciate ad abbozzarlo, a buttare giù gli argomenti e poi cercate di organizzarli in uno schema coerente, che preveda un’introduzione esplicativa e coinvolgente (in cui ci sarà la summa di tutto ciò che avete meditato ed elaborato durante la prima fase) una conclusione sensata, e qualcosa di corposo in mezzo.

Siete già stanchi? Sappiate che qualsiasi editore prenderà più facilmente in considerazione un’idea almeno in parte sviluppata piuttosto che una proposta vaga e senza appigli. Se non altro avrete dimostrato di essere una persona che sa venire a patti con la propria voglia di uscire a fare una passeggiata.


disclaimer: qui parlo solo di manuali o libri divulgativi, la letteratura è tutta un’altra storia.

N.B. nella copertina un dipinto di Picasso del 1934 “Femme écrivant”

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