Scrivere chiaro e semplice: i nodi da sciogliere

Per una casa editrice che pubblica manuali divulgativi la chiarezza è tutto. Ma non crediate che sia un obiettivo facile da raggiungere. Scrivere in modo chiaro e semplice è un’arte. Alcuni nascono con un talento naturale, altri hanno bisogno di molto esercizio e qualche vigorosa spinta di incoraggiamento. E tutti, anche i più dotati, prima o poi inciampano sulle proprie frasi, rimanendo imprigionati in trappole logiche e sintattiche.

Come se ne esce? Le tecniche sono tante, e non basta un post.

Per questo vorrei provare a partire dall’inizio, dal nostro stesso atteggiamento nei confronti della scrittura e dei lettori: perché è proprio lì che si formano i nodi che ci impediscono di scrivere chiaro e semplice.

Date al lettore un filo d’Arianna

Avete presente quel senso di smarrimento che si prova entrando per la prima volta in una casa che non si conosce? Certo allora vorrete risparmiare al vostro lettore questa sensazione, invitandolo a leggere il vostro libro. Aspettatelo all’ingresso e dategli qualche punto di riferimento per capire l’architettura generale (zona notte a sinistra, cucina e studio a destra). Poi fategli afferrare ben forte un capo del filo a cui legherete la vostra voce. Ad ogni stanza gli ricorderete dov’è, dov’era prima e dove sta andando, mettendo in luce le connessioni e i passaggi dall’una all’altra.  Insomma, non lo lasciate mai solo.

Dimenticate di essere un esperto

Ogni professione ha il suo burocratese, che parla senza rendersene conto. Se vogliamo essere comprensibili, dobbiamo metterci nei panni di un lettore che affronti per la prima volta un argomento di cui non sa nulla. Prima di addentrarci nei dettagli sarà meglio spiegare alcuni principi di base e illustrare il contesto. E se il lettore vuole imparare i termini tecnici (compra il libro per quello, per sfoggiare nuove competenze) preferisce quelli che davvero indicano cose specifiche del settore, non quelli che potrebbero essere sostituiti facilmente con parole d’uso comune.

Non abbiate paura di non essere abbastanza esperto

A volte si preferisce nascondere qualche lacuna o incertezza sotto lo zerbino di paragrafi arruffati e contorti, piuttosto che chiarirci le idee, verificare meglio le fonti, capire davvero e provare a spiegare. Quando non riusciamo a esprimere chiaramente un concetto, spesso è perché non lo abbiamo capito bene. Basta mettersi al lavoro e riprovare.

Semplice, complicato, complesso

Semplificare non vuol dire rinunciare a scendere nei dettagli o a dare meno informazioni, ma organizzare le informazioni secondo una scala di priorità. Prima quelle che permettono di dare una sorta di base, poi gli approfondimenti di singoli punti, le eccezioni e infine i vari esempi.

Uscite dalla comfort zone

La comfort zone del linguaggio è una trappola insidiosa. Si finisce per dare per scontate troppe cose, rassegnarsi a non capirne molte, e svuotare di significato alcune parole, rendendole semplici suoni. Evitiamo il copia e incolla infinito espandendo il nostro vocabolario, usando metafore lontane dal nostro mondo di provenienza, e provando a tirare fuori una scrittura personale, vissuta, significativa.

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