Quattro giorni ad Atene: buoni motivi per dire sì

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Uno dei pochi ponti del 2016, quello dell’8 dicembre, ci ha concesso un lungo weekend di quattro giorni. Un’occasione per tirar fuori l’atlante o il mappamondo, vagare con il dito, scegliere una città e affrettarsi a comprare i biglietti.

In realtà avevo già visitato Atene tanti anni fa, era la prima gita scolastica degli anni del liceo.
Ricordo abbuffate di souvlaki, ovviamente la suggestione del Partenone, la piatta distesa bianca e grigia della città dalla finestra altissima dell’albergo, i souvenir acquistati per tutti con meandri e altri motivi geometrici.

Non ero sicura di volerci tornare. M., invece, aveva il dito puntato proprio lì, e lanciava sguardi amorevoli e senza via di scampo alla capitale della Grecia. Devo ammettere di averci messo un po’ a lasciarmi convincere, nonostante siano davvero tanti gli amici e i conoscenti che negli ultimi anni hanno viaggiato verso Atene (qualcuno ci si è addirittura trasferito) per poi riportarne impressioni positivissime.

Quattro giorni ad Atene. Perché no? Mi sono detta. Quattro giorni saranno sufficienti ad annusarla, sicuramente non a rendermela insopportabile. Quattro giorni sono stati alla fine sufficienti a cancellare i vecchi ricordi e a sostituirli con un’immagine completamente nuova.

ORIENTARSI AD ATENE

Atene è davvero grandissima. Arrivando con l’aeroplano, complice la miopia e il bianco uniforme dei suoi palazzi, non riuscivo a capire se quella che vedevo era una enorme distesa di chissaché oppure una città. Nonostante le sue dimensioni il centro si gira in lungo e in largo, e piacevolmente, a piedi. Quattro giorni (compresi quelli di viaggio) sono risultati il giusto tempo per girare tra i quartieri più conosciuti della capitale e fare un’escursione al mare, meraviglioso anche in inverno.

Piccola presentazione dei quartieri centrali di Atene:

Monastiraki, la zona più antica della città: è qui che domina l’Acropoli, è qui che si passeggia tra i vicoli che costeggiano l’Agorà romana e quella greca, è qui che si trovano bellissime case ottomane, è qui che si mangia! Una concentrazione altissima di ristoranti e locali e in più il mercato centrale. Non si scherza!

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Kolonaki, la zona più ricca e quieta del centro di Atene: vi si trovano palazzi signorili e alcuni bei negozi, boutique di abiti e d’arte, più difficili da reperire in altre zone della città.

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Gazi, il quartiere dei locali e della vita notturna. Un po’ defilato, ci si arriva da Monastiraki costeggiando il Keramikos e prendendo poi una stradina buia che si individua facilmente seguendo la scia dei ragazzi che la percorrono ogni sera. Technopolis è il simbolo architettonico di questa zona, un vecchio impianto industriale per la produzione del gas restaurato e divenuto un importante centro culturale.

Exarhìa, il luogo dei murales, della denuncia sociale e degli anticonformisti di un tempo che… lo sono ancora. Dalla triangolare e suggestiva Plateia Exarhion si può salire sulla via Themistokleus e annusare l’aria densa di un quartiere che dagli anni ’60 è ancora il centro della contestazione politica della città.

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COSE CHE HO VISTO E CHE RIVEDREI

Quattro giorni sono tanti solo nell’economia di una vita impegnata e frenetica come quella che tanti di noi conducono. Quattro giorni non sono nulla quando si tratta di conoscere una città, lo sappiamo bene.
Per questo motivo ci tengo a precisare che questo articolo non vuole in nessun modo essere la vostra guida per un viaggio ad Atene. Consideratelo il post it, la piccola todolist sul vostro carnet di viaggio, e non mancate, vi prego non mancate di vedere questi posti, per i quali la città è valsa bene il mio viaggio:

Ovviamente l’Acropoli. Tornare da grandi a certi luoghi può essere utile a contattare in un attimo la consapevolezza dell’eternità.

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Il mercato centrale, l’ala del pesce e quella della carne, l’area centrale, di giorno per inebriarsi di rumori e di folla, al calar del sole per struggersi di fronte alla malinconia del lavoro di sgombro e di riordino, che si ripete ogni giorno con quei gesti precisi e stanchi.

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Monastiraki e Plaka la sera, percorrendo le strade intorno all’Agorà, per godere delle luci soffuse  dei vicoli antichi e della musica suonata ovunque.

La piccola chiesa bizantina di Kapnikaréa lungo la via Ermou a Monastiraki. È una sorpresa, lasciatevi sorprendere anche voi.

I giardini nazionali, un’area verde tortuosa e abitata da molti lettori di libri di carta.

Il Museo Bizantino, per un panorama completo sugli sviluppi di un’arte che ha attraversato secoli di storia ed è in grado di raccontare passaggi capitali di epoche e culture, e della quale conosciamo davvero pochissimo.

Il nuovo Museo dell’Acropoli, per la sua architettura suggestiva, le Kore originali, magiche ed eterne con le loro capigliature sbalorditive e il panorama che si gode dall’ultimo piano, girando intorno alla moderna ricostruzione del Partenone che ospita i fregi recuperati.

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Il Museo Archeologico, di rara ricchezza.

COSE CHE HO FATTO E CHE RIFAREI

Il caffè mi piace sempre e in tutti i modi, ma al caffè greco ho davvero affidato momenti intensissimi di questo breve viaggio. Il tappeto di sabbia calda sotto i bricchi, il tempo dell’attesa perché la polvere si sciolga, il sapore che ogni volta non ti aspetti, guardare quanto ci mette a bere quello accanto a te, eccetera.

Accompagnare M. a comprare uno strumento musicale fatto a mano dai proprietari del negozio storico vicino al mercato (Musical Istruments di John Samouelian, a Ifestou, 36). La prima volta che siamo entrate eravamo completamente sole, la seconda la fila di persone in attesa di acquistare corde era così lunga da chiedersi quanti non-musicisti ci siano effettivamente ad Atene.

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Dormire a Kolonaki. Appena defilato, sì, appena “in”, appena silenzioso. Ma ho sempre apprezzato tornare in questo quartiere dopo intense e affollate giornate a piedi per la città.

UN PAIO DI (anzi 4) CONSIGLI PER MANGIARE

Ad Atene la qualità della ristorazione è mediamente alta. Me lo avevano detto e ho potuto verificarlo di persona.

Tutti i posti dove ci siamo fermate per una sosta ristoratrice ci hanno effettivamente ristorato, ma ci tengo a segnalarne quattro in particolare, intorno ai quali gira anche il passaparola dei maggiori habitué della città:

Trattoria, Taverna, (come chiamarla?) Diporto, nei pressi del mercato centrale (in Sokratous 9, Tripadvisor la recensisce così). Si chiama così perché ci sono due porte, e non molti altri elementi per riconoscerla. Il locale è sotto il livello della strada, ci si siede e si aspetta, perché ti portano quello che c’è, abitualmente zuppa di ceci e alici, poi insalata, formaggi, ecc. Un vino bianco profumato al rosmarino condisce il tutto. Non lasciatevi ingannare dalle “bizzarre” apparenze e godetevi la storica fonte in marmo che adorna gli interni semplicissimi del locale. Prenotare? Impossibile!

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Kuzina, un ristorantino di tutt’altro genere al numero 9 di Adrianou, nel cuore di Monastiraki (tripadvisor). Ottima cucina, ottimo vino e servizio gentilissimo. E come al solito un conto molto onesto.

Tzitzikas Kai Mermigas, una trattoria molto vicina alla Piazza Syntagma (in Aischilou 26). Qui la cucina è molto tipica, il servizio è veloce, i piatti buonissimi (tripadvisor).

E per finire, se optate per una gita al mare, non mancate di fare una sosta al ristorante sulla spiaggia Edem, in Poseidonos 74 (ancora tripadvisor). Vi ci porterà un taxi, o se avete tempo il tram che corre (non troppo) lungo tutto il lungomare di Atene. Squi-si-to!

Non dimenticate di bere, ovunque vi sarà possibile farlo, i meravigliosi e rigeneranti bibitoni spremuti di arancia e melograno.

DOVE ABBIAMO DORMITO?

Ho aspettato a parlarne perché non so se lo rifarei, ma della prima esperienza non mi pento. Ho dormito all’Hotel Coco-Mat di Kolonaki, un albergo gestito ad Atene e in altre parti del mondo da una catena di negozi di biancheria per la casa. Sono molto fanatici dei loro letti a tre o più strati di materasso, e in parte a ragione. Tutto sta a riuscire ad alzarsi la mattina dopo…

Un ringraziamento speciale, per avermi fatto piacere ancora di più questa città, vorrei farlo alla mia compagna di viaggio preferita M. e a Valeria, Bianca e Stefano, ateniesi da tre anni, che sono stati ospiti e amici fantastici.


Le foto dell’articolo, tranne quella del murales con il ragazzo che dorme, sono di Marina Conti.

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