Nuovi editori per nuovi libri

II passaggio al digitale non è solo un semplice cambio di supporto. Rapidamente stanno cambiando il modo di creare i contenuti, stanno cambiando i mestieri del libro, il rapporto stesso tra le figure tradizionali di editore, autore, agente, distributore e soprattutto lettore.

Se l’argomento vi interessa, partite da questo articolo sull’edizione milanese di IfBookThen, il convegno internazionale sui digital books , pubblicato su libreriamo.it , che è una miniera di nomi e società che in questo momento stanno cercando di fare cose nuove, e delinea alcune delle tendenze forti del prossimo futuro: contenuti (sembra quasi superfluo doverlo ribadire, ma non lo è mai abbastanza), tecnologia e analisi dati per guidare l’incontro domanda offerta.

Lascio ad altri più esperti il piacere delle analisi generali, lasciandomi quello altrettanto gustoso di segnalare di volta in volta esperienze che reputo particolarmente interessanti, cominciando da:

ATAVIST

Sarà che stanno a Brooklyn, sarà che sono una comunità di autori prima di essere editori, sarà che sono riusciti ad entrare in partnership con TED, questi Atavist mi piacciono tantissimo. Hanno un progetto di storytelling collettivo, e hanno individuato come settore proprio il genere del “narrative non fiction”, ovvero la saggistica raccontata come una storia. Inoltre, nel loro concetto di narrative si inseriscono anche i video, le immagini, le registrazioni audio, la grafica e i disegni. Oltre a fare gli editori in senso stretto, hanno deciso di mettere a disposizione degli utenti la loro piattaforma per creare progetti multimediali individuali che possono anche essere esportati all’esterno. Niente promesse di successo e visibilità, ma loro, da bravi editori, quel bacino di libri auto-prodotti lo vagliano regolarmente con grande attenzione.

VALOBOX

Valobox è una piattaforma che permette di navigare tra le proposte editoriali, comprare solo alcuni capitoli, e guadagnare tramite la modalità dell’affiliazione se segnali i libri che vendono. L’idea è quella di integrare in un luogo unico l’intero processo editoriale, dalla produzione alla fruizione, puntando sul piacere della condivisione che genera la lettura. Basata sullo stesso principio, ma pensata come servizio agli editori, è

JELLYBOOKS

il cui sottotitolo, non a caso, è “find me a great book”. La piattaforma, di immediata accessibilità, cerca di ricreare la sensazione di girare tra gli scaffali di una libreria, permette di scaricare anteprime e condividerle insieme a commenti e segnalazioni con gli altri utenti. I libri poi possono essere acquistati su piattaforme esterne.

BYLINERS

Byliners si propone di riportare la letteratura alla sua essenza di intrattenimento.   I racconti vengono scelti in base al tempo, all’umore, alla curiosità del momento, e in base a questi criteri sono catalogati, recensiti e selezionati dalla redazione. Per leggerli, si fa un abbonamento. L’idea dell’abbonamento, e non solo dell’acquisto, viene ripresa anche da

SKOOBE

che si propone di diventare una vera e propria Netflix del libro, passando dallo schema dell’acquisto del singolo prodotto all’acquisto della possibilità di fruizione dei prodotti di tipo culturale, come libri, film o anche musica, (basti pensare a Spotify) tramite abbonamento. La rottura di questo schema si trova in forma diversa su altre piattaforme, come per esempio

SLICEBOOKS

che permette di acquistare solo porzioni, o “fette” di libri, e anche di mixarli tra loro. qualcosa di analogo fa in Italia la casa editrice specializzata in letteratura erotica

LITE EDITIONS

che oltre alle pubblicazioni classiche (ma divise in base al tempo di fruizione) propone il libro “à la carte” che si può comporre mixando fra loro parti di diversi libri e rilegare virtualmente scegliendo anche la propria copertina personalizzata.

E allora, qualcuno pensa ancora che un libro digitale sia solo un libro non di carta?

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