Un e-book non è un libro allo specchio

Ho imparato a produrre e-book prima di iniziare a leggerli.
Non amo rincorrere la tecnologia, ma amo risolvere i giochi di logica, e la prima volta che provato curiosità per un libro elettronico è stato quando ho letto che l’aspetto più difficile del produrne di illustrati è far sì che gli elementi (testo e immagini) rimangano nel posto in cui li si è messi una volta esportati.
Impagino libri da una ventina d’anni. La tentazione di risolvere il puzzle è stata irresistibile.

Esistono infiniti modi di esportare un testo in formato e-book. Dai principali programmi di scrittura (a partire dai proprietari Microsoft Word o Pages di Apple), o filtrando i documenti attraverso risorse gratuite come Calibre (che esporta in formato epub e mobi per Kindle) e Sigil (esporta solo in epub), con poche accortezze è possibile ottenere documenti perfettamente funzionanti e leggibili su quasiasi e-reader.

La questione però è un’altra. La maggior parte di noi grafici ha imparato che l’impaginazione è un’arte, l’ha conquistata con fatica, ha dialogato con vedove e orfane così a lungo da aver compreso bene, alla fine, le ragioni delle une e delle altre. La maggior parte di noi pensa che un libro che non sia uscito da un programma di impaginazione “vero”, in fondo, non è un libro…

Allora ho iniziato a produrre e-book partendo dal mio più stretto compagno di lavoro: InDesign di Adobe. Resta per me uno dei software più intriganti di sempre. Per chi ama ogni sorta di “pagina”, che sia di carta o digitale non importa, InDesign è uno strumento potente, misterioso e un po’ ruvido, ma al tempo stesso sorprendente e giocoso.

Negli ultimi anni questo programma sta esplorando dilagante ogni campo dell’editoria digitale.
Oltre ad aver integrato gli strumenti per il Digital Publishing (utile a produrre riviste digitali tipo questa, per intenderci), la sua conversione in formato epub è sempre più precisa, consentendo ad esempio l’esportazione di fogli di stile praticamente completi.

Eppure, il formato elettronico di un libro sembra continuare ad avere la meglio…
Nel manuale di software migliore del mondo non rintraccerete risposte precise alle vostre domande, e le soluzioni che troverete non saranno valide una volta per tutte.
Questa parte del lavoro mi appassiona, e ciò che come editori porteremo avanti sul piano della grafica e della composizione sarà proprio un percorso di ricerca per indagare soluzioni di impaginazione sempre nuove, all’insegna della bellezza e al tempo stesso della migliore fruibilità.

Un e-book non è un libro di carta trasformato per e-reader.
Facciamo un esempio… Immaginate di essere alla pagina 120 (che potrebbe essere la 200 se decideste di leggere l’e-book con un carattere molto più grande) di una guida turistica, dove vi viene indicato un ristorante che vale la pena visitare.
Se aveste in mano una guida tradizionale ci sarebbero molti elementi ad orientarvi: un colore sulla costa del libro che vi indicherebbe la sezione o il quartiere in cui vi trovate; un indice di cui tenete il segno con un altro dito della mano mentre leggete questa pagina; delle “orecchie” ai fogli, e molto altro ancora.
Ma con la vostra tavoletta c’è poco da fare: sapete mettere un segnalibro? Potete tornare all’inizio del capitolo? Potete raggiungere la mappa del quartiere senza dovervi ricordare a che punto del libro sono?

Le risposte a queste domande, per quanto semplici, vanno trovate. Quello che c’è in ballo è appassionante. Ripensare la lettura, e la scrittura, in un formato nuovo che aspetta di essere seriamente compreso.
Noi siamo qui anche per questo. Abbiamo voglia di farlo.

Troverete via via articoli di approfondimento sulle questioni tecniche relative alla produzione di libri digitali. Al tempo stesso, attraverso il form di contatto ci rendiamo disponibili a offrire soluzioni a privati o editori che abbiano la curiosità di indagare e vogliano consulenza in questo settore.

Buona scoperta!

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