Guide di viaggio e libri d’oro

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Nel mio immaginario le guide di viaggio sono legate indissolubilmente alla Siria del 1997. Sembra un secolo fa ed in fondo lo è, soprattutto alla luce di quello che è successo dopo. All’epoca il Medio Oriente era un posto relativamente calmo. Le tensioni erano state messe al riparo sotto il tappeto dell’infinito processo di pace, e la maggior parte della gente sperava che rimanessero lì per sempre, senza dare troppo fastidio. Chi poteva si dava da fare. C’era una voglia eccitata di creare nuove attività, aprirsi al mondo, parlare inglese e collegarsi ad internet. Riuscire a farlo era come volare sulla Luna, entravi subito in un’altra epoca.

Noi, sparuti turisti-viaggiatori (eravamo così pochi che dopo un po’ avevamo l’impressione di conoscerci tutti) facevamo da partecipi testimoni di questa rinascita. Ascoltavamo i racconti e le speranze di  chi si inventava un mestiere di guida, apriva alberghi, restaurava case antiche per farne ristoranti, e lasciavamo commenti e indicazioni sui libri d’oro che le varie strutture mettevano a disposizione.

Questi libri d’oro, di cui prima d’allora ignoravo l’esistenza – o almeno ignoravo che si chiamassero così – erano una sorta di testimonianza di viaggio di chi era passato da lì prima di noi. Non c’erano solo i commenti sul luogo in cui ci trovavamo, ma su quelli in cui i viaggiatori erano stati in precedenza, o avevano intenzione di andare. Trovavi informazioni pratiche, ma soprattutto il piacere di condividere le proprie scoperte, di segnalare chi stava facendo bene il proprio lavoro, e i ricordi, le esperienze, i sentimenti.

A ripensarci adesso quei libri d’oro somigliavano molto ad un social network. Da un posto all’altro spesso ritrovavi gli stessi nomi, me seguivi i percorsi, ad alcuni ti affezionavi anche se non li avevi mai visti, di altri leggevi i messaggi come indicazioni, sapendo che li avresti ritrovati a breve (eravamo senza cellulare).

Le guide di viaggio che vorrei sono quelle che mi ricordano i libri d’oro degli alberghi siriani. Segnalazioni fatte in base all’esperienza, e condivise perché altri possano sperimentare lo stesso piacere. Indicazioni pratiche in grado però di raccontare una città, di descriverne i fermenti positivi. Per questo non sono e non saranno guide generaliste ma sempre specifiche, con un taglio particolare.

Una sorta di mappa del tesoro per chi si mette in viaggio aspettandosi sempre grandi sorprese.

L’immagine è una carta da parati Fornasetti della collezione Mediterranea

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