Facciamo “Kitchen” anche qui?

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la premessa
Sono andata alla ricerca, in questo periodo di grande fermento editoriale, di un po’ di “sostegno alle idee”.
Per sostegno intendo spunti di riflessione e di metodo che potessero prima ispirare il lavoro della neonata pianopiano books, e poi mettere in rete il nostro progetto e rendere possibile un dialogo stimolante e sempre più fitto e nutriente sul tema dell’editoria elettronica.
Ho riscontrato che non è affatto facile scovare nella rete appunti e pensieri di questo genere. È molto più semplice trovare articoli e commenti sugli aspetti più pratici del lavoro, sulla convenienza di uno o dell’altro distributore, considerazioni sul self-publishing di ordine più che altro economico.

Mi piacerebbe dare vita a uno spazio dove si incontrino e si scambino idee. Mi piacerebbe che si potesse partecipare in tanti all’individuazione e alla segnalazione di quelli che riteniamo strumenti utili per una nuova progettazione: come editori, autori, illustratori, grafici, editor, eccetera, impegnati nella scoperta di risorse che valorizzino il nostro lavoro.

Ho lavorato per tanti anni tra i libri tradizionalmente intesi e conosco bene l’emozione di toccare una carta morbida, annusare una stampa fresca, guardare le pagine in controluce per apprezzare la qualità della stampa, immergersi nelle immagini di un volume così grande che si fa fatica a tenerlo in braccio.
Non sosterrò nelle mie riflessioni la decadenza del libro di carta, ma come ho già accennato nell’introduzione a questo progetto credo che attraverso il formato elettronico si possano semplicemente svolgere compiti nuovi e realizzare progetti editoriali diversamente appaganti.

i suggerimenti
Allora: prima di tutto vorrei consigliare tre pagine in rete che ho trovato molto interessanti per il taglio degli articoli e il progetto di riflessione complessivo, e che possono considerarsi buone compagne di viaggio per chi voglia iniziare ad approfondire l’argomento.
Mi scuso se sono tutte in inglese, ma se provate a confrontare questi testi con quelli che si trovano in lingua italiana forse rimarrete colpiti, come me, dalla differenza di fluidità e calore con i quali viene esposto il pensiero. Che non è un aspetto secondario della divulgazione, giusto? Ne riparleremo…

Prima di tutto il sito the scholarly kitchen, dove si incontrano le esperienze e le idee di un nutrito gruppo di persone impegnate nei campi dell’informazione e dell’educazione, che riflettono su comunicazione, editoria e formazione. In particolare vorrei consigliare questo articolo.

In secondo luogo suggerisco di fare un giro, ogni tanto, nella sezione e-book del The Guardian.

Infine segnalo la serie degli articoli The Business Rush sul blog della scrittrice Kristine Kathryn Rush, tra i quali ho trovato qualche interessante statistica sull’editoria americana che mi ha fornito molti spunti di riflessione dal punto di vista strategico ed economico.

Bene, se avete avuto la curiosità di dare un’occhiata… che farne?

La mia proposta è questa: dalla settimana prossima, una volta alla settimana, scriveremo un post su un mestiere dell’editoria. Considerazioni sentimental-professionali sul nostro lavoro, sulle aspettative e su quanto si sta realmente verificando nell’applicazione pratica dentro pianopiano.
Come dicevo, mi piacerebbe analizzare cosa cambia, dicendo (e facendo) e-book, per le diverse figure professionali coinvolte nel processo editoriale.

Comincerò dalla grafica, raccontando cosa mi ha portato fin qua e cosa succede al mio lavoro quando progetto un libro in formato digitale. Cosa guadagno e cosa perdo. Consigli per chi comincia. Risorse utili per la tecnica. E via dicendo.

Funzionerà meglio se avrete voglia di dire la vostra, così da mettere su, pianopiano ovviamente, stanze piene di buone idee dalle quali tutti insieme potremmo trarre ispirazione e coraggio per i nostri progetti.
E chissà che un giorno non ci incontreremo in una cucina vera!

Proviamo?

Nella foto L’Épicerie – Bistrot à Tartines di Rennes

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